lunedì, 01 dicembre 2008 at 16:42

PER VANESSA LA SCRITTRICE IN BERBA.
IL TUO CAPITOLO MI PIACE TROPPO. E' PROFONDO NELLA SUA SCLERICITA'. E devo dire che il tradimento del ragazzo con la zia di lei mi ha lasciata alquanto perplessa... Il baldo fratello Caesar mi sta simpatico. E lei.. - chiedo venia ma ora mi sfugge il nome - rispecchia esattamente la realtàdelleragazzechesitrovanonellesuestessecondizioni. CLAP CLAP Ora voglio il II.

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Indignata più che speciale.

venerdì, 21 novembre 2008 at 15:49

SONO SCONVOLTA. INDIGNATA. SCONCERTATA. SENZA PAROLE. FURIBONDA.
Non solo che l'intelligentissima scenegiatrice che ha adattato Twilight per girare il film ha fatto un pessimo lavoro, ora la Entertaiment ha comprato i diritti sugli altri tre libri - DICO TUTTI E TRE, NEW MOON, ECLIPSE e perfino BREAKING DAWN. Io dico, come si può permettere un tale crimine? Per fortuna per quanto riguarda Breaking Dawn non si è ancora pensato a nessun sceneggiatore, ma come disse saggiamente la Meyer, è impossibile girare un film su questo libro. Altra "bella" notizia è che probabilmente incorporeranno i due libri New Moon ed Eclipse. (...)
Le riprese del secondo film purtroppo inizieranno a Febbraio 2009.
La cosa veramente molto positiva è che si è messo in discussione il posto da regista della Hardwicke - o come diamine si chiama.
PUNTO.

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Caro diario

sabato, 08 novembre 2008 at 13:23

Avete presente quando qualcuno vi racconta una storia? In quel momento siete sicuri che quella versione sia l'unica reale, concreta. E poi quando, invece, vi trovate l'altra faccia della medaglia di fronte agli occhi, quale dovrebbe essere la maniera migliore di reagire? Fissare lo sguardo e scuotere lentamente la testa, affinchè i pensieri di quel momento possano evaporare, trovare una fessura e fuggire.
Ammiccare un sorriso di fronte all'indifferza sarebbe un gesto ipocrita, così come se negassimo la falsità delle parole che si sono tatuate in una piccola costellazione nel nostro cervello.
Vorrei smettere di pensare. Di guardarmi attorno. Di fuggire da me stessa. Vorrei solo nascondermi dalla realtà della mia immaginazione.
Vengo avvolta constantemente da morbide bolle protettive, che mi appannano la vista, rendendomi allo stesso tempo più lucida, perchè l'arte del vedere non è caratteristica esclusiva degli occhi. Noi vediamo con tutto il corpo. In questo momento il mio corpo vede solo ciò che non riesce a sentire. Sembrerebbe una contraddizione in termini, ma è lo stesso principio di quando ci si trova al buio alla ricerca di qualcosa che esiste solo sensorialmente, di modo che possa essere raggiunto dalla luce.
Ho bisogno di capire quale parte possiedo un questo dramma, in questa messa in scena che è nota col nome "la mia vita". Non credo di essere pronta per l'ultimo atto, nè tantomeno per l'apertura del sipario. Mi sento come una piuma. Non perchè sia leggera o spensierata. Ma perchè mi trovo in balia degli eventi. Una piuma non sa mai se il posto in cui si trova sarà lo stesso per sempre. Bastano piccoli imprevisti, come un leggero soffio nella sua direzione, e tutto il suo mondo si stravolge. E dove andrà a finire la piccola piuma? Non si fermerà fino a quando non troverà un altro luogo in cui adattarsi, aspettando solo che il ciclo ricominci.


Sai Kate, quando diventerò grande voglio essere come te.
No mamma, perchè staresti solo male.

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...

giovedì, 06 novembre 2008 at 18:15

Qui si cerca si sfatare un mito insulso riguardate la figura di Roberti Pattinson. Molte lo definiscono "Il divno", oppure "Edward", il che, a mio modestissimo parere è un gravissimo insulto - ovviamente a Edward. Qui ho le prove della sua assoluta, se non bruttezza, quanto meno pseudo-oscenità.



Warning: la vista è vietata ai minori di 150 anni.



P1010017




























Ma povero ragazzo!! Quanto tempo sarà che non va in bagno? Sarà forse stitico?!? Ah, no, forse ho capito. Avrà solo ascoltato la sua nuova canzoncina: "Never think che potessi cantare così male".   Ma in fondo noi ti vogliamo bene... >.>






Questa è spettacolare... Uno zombie nano al confronto è un angelo.


P1010019






























Povero mondo (del cinema). Ma ridiamoci su... la realtà è nota sol a chi no ha gli occhi improsciuttati.







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Heavily Broken

giovedì, 06 novembre 2008 at 15:42

Ringrazio Giulia che tempo fa scrisse sul suo blog ciò che le emozioni le suggerivano dopo aver concluso la lettura di Breaking Dawn. Adesso, dopo qualche mese, vorrei ripescare quei pensieri, quelle sensazioni, che appartengono a lei quanto a me.


10 Novembre 2007 - 6 Novembre 2008. In tutto questo periodo ho vissuto una favola che sapevo prima o poi sarebbe inevitabilmente giunta ad una conclusione e seppure si sia conclusa con il classico "e vissero tutti felici e contenti" mi è comunque rimasta tanta amarezza dentro. Le lacrime non ne vogliono sapere di smettere di scendere lungo le mie guance e quel peso che sento nel petto sembra deciso a restare. Ho finito anche Breaking Dawn. Se benissimo che a molti sembrerò solo una bambina attaccata al suo vecchio giocattolo o che non vuole accettare il fatto che Babbo Natale non esiste... ma non mi importa, perchè quel che sento, quel che provo, sebbene assurdamente ridicolo visto che si tratta "solo" di un libro, è come se avessi perso una parte di me. Come se mi mancasse qualcosa, come se l'aria intorno a me si fosse fatta più pesante e mi opprimesse. Il punto è che ho amato - ed amo e amerò - la saga di Twilight più di quanto io stessa avessi immaginato. Mi ha fatto provare e vivere emozioni di cui prima ignoravo quasi l'esistenza. Ho conosciuto l'amore incondizionato, più forte di qualsiasi altra cosa, capace di sormontare ogni ostacolo, per quanto ardua sia la missione; ho provato il dolore e l'angoscia dell'abbandono; la sofferenza dell'indecisione; la perfetta bellezza della vera amicizia; sono riuscita a sentire dentro di me un coraggio che nella vita di tutti i giorni non potrei mai avere. Amo ogni singola parola di quei libri, ogni virgola, ogni punto di sospensione. Amo follemente i personaggi, che ho visto cambiare, ma rimanere, in fondo, sempre gli stessi.
Di Bella amo la goffaggine e la grazia. Il suo coraggio, il suo intuito, il suo senso dell'umorismo, il saper trasmettere tutto l'amore che prova, la sua sensibilità, la sua capacità di vivere e sentire ogni emozione che ha l'opportunità di cogliere... ci sono stati momenti in cui non l'ho sopportata, come potrebbe accadere con qualsiasi mia amica, ma ora non riesco a trovarle un solo difetto. E' speciale. Davvero.
Ho amato Alice dal primo momento che l'ho vista attraverso gli occhi di Bella, con quei capelli scuri, corti e disordinati. Amo la sua voce melodiosa - riflesso della mia reale immaginazione -, la sua camminata a passo di danza, la sua allegria troppo allegra. La adoro perchè mi ha fatto ridere, mi ha dato speranza quando non ne avevo più. La adoro perchè è geniale ed ha sempre la soluzione a portata di mano. La adoro perchè senza di lei niente sarebbe stato mai lo stesso.
Edward... e non ci sarebbe nemmeno bisogno di motivare le ragioni. E' la perfezione, il ragazzo - vampiro - che ognuna vorrebbe accanto a sé, senza però essere il classico principe azzurro. E' di più. E' talmente tanto che le parole di nessuna lingua basterebbero a spiegarne la gloria.
Inaspettatamente amo Jacob. Il suo sarcasmo, la sua fedeltà, la sua capacità di ritornare sui propri passi ed amare queli che riteneva essere suoi nemici mortali. Amo la sua forza, la sua maturità, l'amore incondizionato con cui si prende cura delle persone che per lui sono importanti; la solennità con cui li protegge, pronto a mettere a repentaglio la sua stessa vita per loro.
Carlisle per la sua saggezza, la sua presenza rassicurante, la sua calma e la sua intelligenza. Tutto è cominciato grazie a lui, l'unico vampiro talmente controllato da poter svolgere la professione di medico. Verso di lui nutro davvero una profonda stima e tanta ammirazione.
Jasper, con la sua figura oscura, che cela un passato profondo e violento, ricco di dolore. I suoi silenzi che valgono più di mille parole. Il suo sguardo, capace di bruciare come una ferita aperta dentro di te, o di renderti leggero come un colibrì.
Emmett, il grande fratello orso, per tutte le scommesse che ha lanciato, per tutte le battute sconce che ha fatto, per aver chiamato Bella "sorellina", per la sua quasi-semi stupidità che è impossibile non amare. Rosalie, acida e snob, ma in fondo più sensibile di molti altri. Per aver aiutato Bella, pechè è stata al gioco di Jacob facendomi morire dalle risate mentre si prendevano in giro. Perchè è una delle creature più belle mai descritte in un libro. Perchè il suo passato rispecchia un dolore che le donne provano tutt'ora.
Esme, per la sua dolcezza, il suo senso di maternità, la sua capacità di prendersi cura di chiunque ne abbia bisogno.
Renesmee, l'unica capace di farmi stringere tanto il cuore, l'unica capace di farmi sciogliere tanto di fronte a delle parole tanto semplici. Perchè è unica e speciale.
E poi Charlie, Renée, i licantropi, tutti gli altri vampiri accorsi a testimoniare a favore dei Cullen, ed ogni singolo personaggio passato tra quelle pagine, Volturi compresi.
Leggendo gli ultimi capitoli ho davvero pianto più di quanto io abbia mai fatto per qualcosa che non riguardasse direttamente me stessa e per quanto sia assurdo - pensandoci razionalmente - non mi importa. E' solo una storia inventata, d'accordo, ma posso affermare che mi è entrata talmente nel cuore da avermi, in un certo senso, cambiato la vita. Mi ritrovo a confondere la fantasia con la realtà, a credere fermamante che tutto ciò sia avvenuto veramente... ma non importa nemmeno questo.
Sono felice ed orgogliosa di essere capace di sognare, di non essere così cinica e razionale da non vedere altro che la realtà. Sono felice di vivere in questo limbo che mi permette di evadere dalla monotonia o dall'ossessione di tutti i giorni, felice di possedere un posto in cui rifugiarmi quando mi sento troppo sola. Le immagini ora si sovrappongono nella mia mente, sovrastate da frasi, sussurri, sguardi... ma questa volta non tenterò di cacciarli. Non smetterò di chiedermi cosa stiano facendo Edward e Bella e gli altri solo perchè a qualcun'altro può sembrare ridicolo. Continuerò a guardare avanti - non più con nostalgia - sorridendo e piangendo per le stesse parole che ogni volta hanno un suono diverso, sapendo che, quando ne ho voglia, almeno con la mente, posso volare a Forks e vivere anch'io un po' di tutta quella magia.



Grazie a Stephenie Meyer, che con la sua scritture è riuscita a regalarmi tutto questo. So che anche quando la incontrerò - perchè ciò accadrà - non sarò mai in grado di spiegarle quanto le sono grata. Grazie a Giulia perchè con lei ho condiviso, condivido e spero condividerò ancora, tutte le emozioni che queste pagine mi hanno regalato.

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Yes, we can!

mercoledì, 05 novembre 2008 at 17:24

Dispieghiamo a grandi braccia la bandiera americana - almeno chi ne ha una - e festeggiamo l'ascesa del nuovo presidente americano! Speriamo che sia portatore di gioia...

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I caught myself

domenica, 02 novembre 2008 at 12:41

Finalmente sono riuscita a sentire I caught myself dei Paramore, e questo è il testo!

You're pushing and pulling me down to
But I dont know what I
Now when I caught myself, I had to stop myself
Im saying something that I should have never thought
Now when I caught myself, I had to stop myself
Im saying something that I should have never thought of you

Youre pushing and pulling me down too
But I dont know what I want
No I dont know what I want

You got it, you got it
Some kind of magic
Hypnotic, hypnotic
Youre leaving me breathless
I hate this, I hate this
Youre not the one I believe in
With God as my witness

Now when I caught myself, I had to stop myself
Im saying something that I should have never thought
Now when I caught myself, I had to stop myself
Im saying something that I should have never thought of you

Youre pushing and pulling me down too
But I dont know what I want
No I dont know what I want

Dont know what I want
But I know its not you
Keep pushing and pulling me down
But I know in my heart its not you

Now when I caught myself, I had to stop myself
Im saying something that I should have never thought
Now when I caught myself, I had to stop myself
Im saying something that I should have never thought of you
I knew, I know in my heart its not you
I never know what I want, I want, I want
Oh no, I should have never thought


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Breaking Dawn

giovedì, 30 ottobre 2008 at 13:17

E' USCITO. E' QUI. IN ITALIANO. SARA' MIO NON APPENA COMPIRO' 17 ANNI. (ossia tra due settimane). MA NON CREDO RIUSCIRO' A RESISTERE. T___T

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Amicizia

mercoledì, 29 ottobre 2008 at 17:53

"Quello che non abbiamo, lo troviamo nell'amico. Credo nel dono dell'amicizia e lo coltivo fin dall'infanzia. In questo non sono diverso dalla maggior parte degli esseri umani. L'amicizia è il grande legame iniziale fra la casa e il mondo. La casa, felice o infelice, è la sede della nostra saggezza originaria, ma l'amicizia ne è la prova. Di ciò che riceviamo dalla famiglia, troviamo conferma nell'amicizia. I cambiamenti, le discrepanze o le analogie tra la famiglia e gli amici determinano i percorsi contraddittori della nostra vita. Anche se amiamo la nostra casa, tutti passiamo attraverso il momento inquieto o incerto dell'abbandono della casa (pur amandola, pur restando). L'unica ricompensa dell'abbandono della casa è l'amicizia. Non solo: senza l'amicizia esterna, la dimora interna crollerebbe. L'amicizia non contende alla famiglia gli inizi della vita. Li convalida, li sancisce, li prolunga. Apre il cammino ai sentimenti che possono crescere soltanto al di fuori delle mura domestiche.
Rinchiusi nella casa familiare, si inaridirebbero come piante senz'acqua. Una volta aperte le porte, scopriamo forme d'amore che affratellano la casa del mondo. Queste forme si chiamano amicizie.
Poichè credo nel valore iniziatico dell'amicizia, mi incuriosisce il cinismo filosofico che la accompagna con una nube nera. Oscar Wilde esercita la sua temibile arte del paradosso per dire che Bernard Shaw non ha un solo nemico al mondo, ma nessuno dei suoi amici gli vuole bene. Per Byron, l'amicizia è, tristemente, l'amore senza ali. E se l'amicizia può trasformarsi in amore, è assai raro che l'amore si trasformi in amicizia, Bisogna accogliere l'amico con gioia e congedarsi da lui in fretta, dice la saggezza popolare. Se è ospite, dopo tre giorni, come il pesce puzza.
Credo che nelle amicizie perdute ci sia più dolore che cinismo. I sentimenti scoperti e condivisi. L'illusione di saggezza sancita che un amico può offrirci. La costituzione della speranza che soltanto la giovinezza condivisa nell'amicizia può concedersi. L'allegria della banda, la squadra, the gang, l'équipe, la compagnia, la combriccola. I vincoli di unione. La complicità delle amicizie giovanili, l'orgohlio di essere giovani e, se si è giovani già saggi, la voce ammonitrice della propria gioventù quando si tratta di una vecchia amicizia. Impariamo a dominare l'orgoglio di essere giovani. Un giorno non lo saremo e avremo bisogno, più che mai, degli amici.
Due età aprono e chiudono l'esperienza dell'amicizia. Una è l'età giovanile, e il mio "disco rigido" custodisce nomi, volti, parole, gesti di compagni di scuola. Ma quello che ricordo non supera quello che ho dimenticato.
[...] Perchè tutti, chi più, chi meno, abbiamo tradito o siamo stati traditi dall'amicizia. I gruppi si sciolgono e gli amici intimi della giovinezza possono diventare i più lontani e indifferenti fantasmi dell'età adulta. Perchè nulla più dell'amicizia si presta al tradimento. Se facessimo l'elenco degli amici perduti, le osservazioni a tale elenco rivelerebbero indifferenza, odio, rivalità, ma anche epoche diverse e distanze epiche. Rivelerebbero morti. Perchè li abbiamo abbandonati? Perchè ci hanno abbandonato? A ben guardare, c'è poca amicizia nel mondo. Soprattutto fra simili. William Blake lo diceva in modo impareggiabile: La tua amicizia mi ferisce troppo. Ti prego, sii mio nemico, in nome dell'amicizia. Perchè, se l'amicizia, in origine, è inclinazione, generosità, disponibilità all'unione con altri, continua a essere, al contempo, un rifiuto segreto e subdolo di quella stessa intimità quando viene percepita come dipendenza.
Wordsworth parla delle "ore primitive" della vita, durante le quali viviamo un paradosso che ci butta sulla strada del destino e al tempo stesso ci protegge dai suoi imprevisti. A volte, imprevisti umoristici.
Sargent sostenne che ogni volta che dipingeva un ritratto, perdeva un amico.
[...]
Ma la cosa terribile nella perdita dell'amicizia è la rinuncia ai giorni cui quell'amico ha dato senso. Allora, perdere un amico diventa, alla lettera, una perdita di tempo. Speranze eccessive, gelosia per i successi altrui. E' tempo di tornare all'amicizia, sapendo che per dare i suoi frutti meravigliosi essa esige una cura quotidiana. Stabilire simpatie e godere delle affinità. Donarci serenità reciproca. Costringerci a una disciplina gioiosa per mantenere viva l'amicizia. Scoprire insieme agli amici le potenzialità del mondo e il piacere di condividere le ore. Ridere con gli amici. Vivere l'amicizia come invito costante ad accettare e a essere accettati. E dentro di sé aspirare a una possibile perfezione dell'amicizia al riparo da ogni offesa. Vivere la compagnia degli amici senza permettere occasioni di vergogna il giorno successivo, né che si parli male degli assenti. Difendere l'amicizia da gelosie, invidie, paure. Ed essere d'accordo nel non essere d'accordo, agree to disagree. Le differenze devono rafforzare l'amicizia e il rispetto reciproci. La frequentazione intelligente fra amici non ammette inibizione, intolleranza o meschinità. L'amicizia è modestia dignitosa, è immaginazione e generosità. E a volte, perché no, è tutto il contrario. Orgoglio. Naturalezza passiva. Avarizia dell'affetto.
Dico "naturalezza passiva" e mi viene in mente che se il dialogo è una delle gioie dell'amicizia, può esserlo anche il silenzio. Rendersi conto che saper stare insieme senza dire nulla è una forma superiore di amicizia. E' rispetto. Riverenza. Riflessione, opposta al puro chiacchiericcio. Non ci trasformenremo subito in pappagalli. Saremo, momentaneamente, filosofi...
Questa esperienza dell'amicizia come silenzio riflessivo e rispettoso mi conduce all'inevitabile frontiera fra la vita con gli amici e quella in solitudine. Se l'amicizia è il nesso fra la vita in comune e la vita dell'Io, quest'ultimo deve rivendicare per l'amicizia la solitudine. E' naturale: esigiamo per il nostro essere la passione, l'intelligenza e l'amore che riconosciamo nello sguardo dell'amico. Le simpatie, i moti di avvicinamento, hanno un limite: me stesso.
[...]
Raccogliamo di nuovo il frutto delle passioni e soggioghiamo le ribellioni. E guardiamo con nostalgia alle vecchie ore dell'amicizia, come se non fossero mai esistite..."




Carlos Fuentes, "In questo io credo"

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lunedì, 27 ottobre 2008 at 14:37

   

Consiglio dei Ministri: 28/08/2008 
Proponenti: Presidenza 
Status: Pubblicato in G.U. n. 204 del 01/09/2008 

   

 

DECRETO-LEGGE 1 settembre 2008 , n. 137

 

Disposizioni urgenti in materia di istruzione e universita'.

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

Ritenuta la straordinaria necessita' ed urgenza di attivare

percorsi di istruzione di insegnamenti relativi alla cultura della

legalita' ed al rispetto dei principi costituzionali, disciplinare le

attivita' connesse alla valutazione complessiva del comportamento

degli studenti nell'ambito della comunita' scolastica, reintrodurre

la valutazione con voto numerico del rendimento scolastico degli

studenti, adeguare la normativa regolamentare all'introduzione

dell'insegnante unico nella scuola primaria, prolungare i tempi di

utilizzazione dei libri di testo adottati, ripristinare il valore

abilitante dell'esame finale del corso di laurea in scienze della

formazione primaria e semplificare e razionalizzare le procedure di

accesso alle scuole di specializzazione medica;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella

riunione del 28 agosto 2008;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del

Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, di

concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze e per la

pubblica amministrazione e l'innovazione;

 

E m a n a

 

il seguente decreto-legge:

 

Art. 1.

Cittadinanza e Costituzione

 

1. A decorrere dall'inizio dell'anno scolastico 2008/2009, oltre ad

una sperimentazione nazionale, ai sensi dell'articolo 11 del decreto

del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, sono attivate

azioni di sensibilizzazione e di formazione del personale finalizzate

all'acquisizione nel primo e nel secondo ciclo di istruzione delle

conoscenze e delle competenze relative a «Cittadinanza e

Costituzione», nell'ambito delle aree storico-geografica e

storico-sociale e del monte ore complessivo previsto per le stesse.

Iniziative analoghe sono avviate nella scuola dell'infanzia.

2. All'attuazione del presente articolo si provvede entro i limiti

delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a

legislazione vigente.

 

 

 

Art. 2.

Valutazione del comportamento degli studenti

 

1. Fermo restando quanto previsto dal decreto del Presidente della

Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, e successive modificazioni, in

materia di diritti, doveri e sistema disciplinare degli studenti

nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado, in sede di

scrutinio intermedio e finale viene valutato il comportamento di ogni

studente durante tutto il periodo di permanenza nella sede

scolastica, anche in relazione alla partecipazione alle attivita' ed

agli interventi educativi realizzati dalle istituzioni scolastiche

anche fuori della propria sede.

2. A decorrere dall'anno scolastico 2008/2009, la valutazione del

comportamento e' espressa in decimi.

3. La votazione sul comportamento degli studenti, attribuita

collegialmente dal consiglio di classe, concorre alla valutazione

complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la

non ammissione al successivo anno di corso o all'esame conclusivo del

ciclo. Ferma l'applicazione della presente disposizione dall'inizio

dell'anno scolastico di cui al comma 2, con decreto del Ministro

dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca sono specificati i

criteri per correlare la particolare e oggettiva gravita' del

comportamento al voto insufficiente, nonche' eventuali modalita'

applicative del presente articolo.

 

 

 

Art. 3.

Valutazione del rendimento scolastico degli studenti

 

1. Dall'anno scolastico 2008/2009, nella scuola primaria la

valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e

la certificazione delle competenze da essi acquisite e' espressa in

decimi ed illustrata con giudizio analitico sul livello globale di

maturazione raggiunto dall'alunno.

2. Dall'anno scolastico 2008/2009, nella scuola secondaria di primo

grado la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli

alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite e'

espressa in decimi.

3. Sono ammessi alla classe successiva, ovvero all'esame di Stato a

conclusione del ciclo, gli studenti che hanno ottenuto un voto non

inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline.

4. L'articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 17 ottobre 2005,

n. 226, e' abrogato e all'articolo 177 del decreto legislativo

16 aprile 1994, n. 297, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) i commi 2, 5, 6 e 7, sono abrogati;

b) al comma 3, dopo le parole: «Per la valutazione» sono inserite

le seguenti: «, espressa in decimi,»;

c) al comma 4, le parole: «giudizi analitici e la valutazione

sul» sono sostituite dalle seguenti: «voti conseguiti e il»;

d) l'applicazione dei commi 1 e 8 dello stesso articolo 177 resta

sospesa fino alla data di entrata in vigore del regolamento di cui al

comma 5;

e) e' altresi' abrogata ogni altra disposizione incompatibile con

la valutazione del rendimento scolastico mediante l'attribuzione di

voto numerico espresso in decimi.

5. Con regolamento emanato ai sensi dell'articolo 17, comma 2,

della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro

dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, si provvede al

coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli studenti e

sono stabilite eventuali ulteriori modalita' applicative del presente

articolo.

 

 

 

Art. 4.

Insegnante unico nella scuola primaria

 

1. Nell'ambito degli obiettivi di contenimento di cui

all'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito,

con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei regolamenti

di cui al relativo comma 4 e' ulteriormente previsto che le

istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate ad un unico

insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali.

Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate

alla domanda delle famiglie, di una piu' ampia articolazione del

tempo-scuola.

2. Con apposita sequenza contrattuale e a valere sulle risorse di

cui all'articolo 64, comma 9, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.

112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.

133, e' definito il trattamento economico dovuto per le ore di

insegnamento aggiuntive rispetto all'orario d'obbligo di insegnamento

stabilito dalle vigenti disposizioni contrattuali.

 

 

 

Art. 5.

Adozione dei libri di testo

 

1. Fermo restando quanto disposto dall'articolo 15 del

decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,

dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, i competenti organi scolastici

adottano libri di testo in relazione ai quali l'editore si sia

impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo

le appendici di aggiornamento eventualmente necessarie da rendere

separatamente disponibili. Salva la ricorrenza di specifiche e

motivate esigenze, l'adozione dei libri di testo avviene con cadenza

quinquennale, a valere per il successivo quinquennio. Il dirigente

scolastico vigila affinche' le delibere del collegio dei docenti

concernenti l'adozione dei libri di testo siano assunte nel rispetto

delle disposizioni vigenti.

 

 

 

Art. 6.

Valore abilitante della laurea in scienze della formazione primaria

 

1. L'esame di laurea sostenuto a conclusione dei corsi in scienze

della formazione primaria istituiti a norma dell'articolo 3, comma 2,

della legge 19 novembre 1990, n. 341, comprensivo della valutazione

delle attivita' di tirocinio previste dal relativo percorso

formativo, ha valore di esame di Stato e abilita all'insegnamento,

rispettivamente, nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria.

2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche a coloro

che hanno sostenuto l'esame di laurea conclusivo dei corsi in scienze

della formazione primaria nel periodo compreso tra la data di entrata

in vigore della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e la data di entrata

in vigore del presente decreto.

 

 

 

Art. 7.

Sostituzione dell'articolo 2, comma 433, della legge 24 dicembre

2007, n. 244.

 

1. Il comma 433 dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n.

244, e' sostituito dal seguente:

«433. Al concorso per l'accesso alle scuole di specializzazione

mediche, di cui al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, e

successive modificazioni, possono partecipare tutti i laureati in

medicina e chirurgia. I laureati di cui al primo periodo, che

superino il concorso ivi previsto, sono ammessi alle scuole di

specializzazione a condizione che conseguano l'abilitazione per

l'esercizio dell'attivita' professionale, ove non ancora posseduta,

entro la data di inizio delle attivita' didattiche di dette scuole

immediatamente successiva al concorso espletato.».

 

 

 

Art. 8.

Norme finali

 

1. Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o

maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

2. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua

pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e

sara' presentato alle Camere per la conversione in legge.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito

nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica

italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo

osservare.

Dato a Roma, addi' 1° settembre 2008

 

NAPOLITANO

 

Berlusconi, Presidente del Consiglio

dei Ministri

Gelmini, Ministro dell'istruzione,

dell'universita' e della ricerca

Tremonti, Ministro dell'economia e

delle finanze

Brunetta, Ministro per la pubblica

amministrazione e l'innovazione

 

Visto, il Guardasigilli: Alfano

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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